martedì 12 maggio 2009

La polizia contro gli studenti medi: prove generali di repressione in vista del G8 sull’università

Lo Stato è riuscito a far passare sotto silenzio le cariche agli studenti universitari di Palermo di sabato scorso, ma oggi di fronte al sangue e le teste rotte di ragazzi giovanissimi non è riuscito a tenere nascosta l’ennesima azione di repressione violenta e criminale del movimento degli studenti. Oggi a Firenze in via Colonna la celere ha brutalmente caricato un corteo di studenti medi pacifico, ferendone seriamente due e fermandone 10. Per la carica uno schema vecchio e banale, la solita provocazione di un poliziotto in borghese e da lì il pretesto per reprimere e disperdere il corteo a suon manganellate. Ne abbiamo viste parecchie, anche in questi mesi del movimento dell’Onda, quello che ci sentiamo di dire è che pestare degli studenti disarmati di nemmeno 18 anni è da criminali, vigliacchi e infami… Naturalmente a livello politico questo è un segnale: lo Stato comunica che non vuole grane nel pieno della crisi economica, ha lasciato fare nel 2008 quando tutto era ancora sulla carta, oggi che realmente si cominciano a sentire gli effetti della recessione non c’è spazio per il dissenso e per qualsiasi evento che alimenti l’instabilità sociale. Le cariche di oggi sembrano un avvertimento: al G8 di Torino non si faranno sconti. Vogliono convincere gli studenti a non muoversi, alimentano uno stato di tensione come deterrente, comunicano che ad esercitare il proprio diritto a manifestare si corrono dei rischi… La democrazia insomma non esiste più nemmeno come termine formale del linguaggio politico italiano, il governo getta la maschera. Del resto sono i giorni delle navi dei migranti respinte, i giorni della violazione dei diritti umani, i giorni del razzismo del potere in pubblica piazza e della riabilitazione del fascismo. È un caso che ad Atene i neonazisti inneggino all’Italia e al nostro ministro dell’Interno? No, non è un caso, è la logica conseguenza di un disegno politico per affrontare la crisi in maniera autoritaria, dove l’unica dialettica politica nella piazza sarà quella della violenza e della repressione. “Ricordatevi di Genova, siamo sempre noi, avete visto dove siamo in grado di spingerci” sembrano dirci le immagini di oggi, gli allenamenti per Torino e il nuovo G8 a l’Aquila…
La piena solidarietà ai giovani di Firenze, e un appello a tutti gli studenti di questo paese a resistere e a reagire alla violenza criminale dello Stato, perché la giornata di oggi non scoraggi e sia un motivo in più per mobilitarsi il 19. MM

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