sabato 23 maggio 2009

Torino, 19 maggio 2009: inizio di una nuova fase costituente del movimento?

Un breve commento sulle giornate di mobilitazione contro il G8 dell’università. Il movimento dell’Onda si è dimostrato più “anomalo” che mai, rompendo definitivamente la continuità storica dei movimenti studenteschi degli ultimi tre decenni dominata da una dialettica politica di pax sociale. Abbiamo assistito ad un vero salto di qualità in termini politici, di pratica e contenuti. La tre giorni del contro-G8 si è rivelata altamente produttiva, il movimento è stato in grado di forzare gli equilibri che regolavano il rapporto tra Stato e studenti mettendoli in crisi, mettendo in campo nuovi rapporti di forza in grado di superare qualitativamente la pratica del sabotaggio diffuso (blocco della circolazione metropolitana) in favore di un confronto materiale, cosciente e diretto con le istituzioni del controllo e contenimento (le forze di Pubblica Sicurezza). Abbiamo verificato due cose molto importanti, perché finalmente sperimentate e non solo teorizzate:
la prima, che il confronto materiale con le istituzioni (sotto un profilo concreto e simbolico) massimizza il risultato politico dei momenti di mobilitazione, garantendo ad essi la giusta rilevanza sociale grazie al conflitto che sono in grado di produrre (e questo processo è valutabile in particolare in termini di comunicazione politica e rilevanza mediatica, nazionale e internazionale [1], su cui si muove la maggior parte dei rapporti politici di massa dei paesi occidentali), la seconda, che il movimento è in grado di utilizzare questi strumenti nel migliore dei modi, con efficienza e con forze materiali adeguate. Riteniamo che lo scorso 19 a Torino sia nato qualcosa di importante, una soggettività politica che ha trovato nella cosiddetta “Onda lunga” o “Onda di lunga durata” (la seconda fase del movimento dopo l’autunno) un terreno concreto per il suo sviluppo. Un soggetto nuovo, autonomo, generazionale, in grado di raccogliere la sfida del conflitto della post-modernità, capace di farsi potere reale e costituente di un nuovo assetto politico e sociale complessivo, globale, sistemico e rivoluzionario. Avanziamo l’ipotesi: per noi la rivolta di Torino, nella sua forma, cosciente, organizzata e di massa, rappresenta l’inizio di una nuova fase costituente del movimento, non solo studentesco. Percezioni, le nostre, che sono state condivise con tantissimi compagni, non solo studenti, ma anche lavoratori che hanno espresso la loro vicinanza, solidarietà e sostegno ai ragazzi dell’Onda, che si configurano oggi come unico soggetto sociale in grado di manifestare il conflitto reale contro la crisi. Chi non ha gradito ed elogiato la determinazione di tutti i compagni che martedì erano a Torino a lottare sono le istituzioni borghesi “progressiste” e i vari residuati bellici del ‘900 (primo novecento…) che con la loro levata di scudi tentano invano di difendere lo status-quo di una rappresentanza ormai solo formale della sinistra italiana. Penoso ed emblematico il caso “Manifesto” che con delle scuse improbabili (ritardi di presentazione del materiale, slittamenti ecc… Anche fosse, il tutto non vale una telefonata?) ha tentato di evitare la pubblicazione di un articolo della rete Uniriot [2] preferendo insabbiare la cosa dopo aver liquidato il caso Torino con un articolo censorio degno del miglior armamentario solonico intelletual-chic della sinistra “radicale”. La risposta stizzita e la pubblicazione del pezzo in zona Cesarini sulla versione online [3] è una sorta di autodenuncia che segna la rottura definitiva tra il giornalismo opportunista e i movimenti sociali reali del presente [4]. Per concludere, all’insostenibile verticismo aziendalistico della governance universitaria globale il corpo vivo dell’università ha saputo rispondere con la giusta violenza, figlia del conflitto che vive tra i corpi sociali e la crisi. Siamo convinti che il movimento saprà capitalizzare (brutto termine ma utile) l’esperienza di Torino per i prossimi mesi, per il prossimo autunno, perché possa nascere una nuova grande stagione di lotte che sappia incidere sul presente come non mai. Non è stato un fuoco di paglia, lo abbiamo dimostrato…

MM



Note:
[1] Rassegna stampa nazionale,
Rassegna stampa internazionale (parziale)
[2] Vedi Uniriot: link
[3] Articolo su Il Manifesto online
[4] La replica di Infoaut

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