Ancora polizia. Ancora repressione. Ancora contro i movimenti, contro chi alza la testa per resistere, contro chi è costretto a lottare per conquistare i suoi diritti.È successo esattamente trentacinque anni fa, ovvero l’8 settembre 1974, quando in un tentativo di sgombero di case occupate a San Basilio la polizia uccide Fabrizio Ceruso, diciannovenne militante del Comitato proletario di Tivoli, un organismo di Autonomia operaia. Fabrizio venne raggiunto da una pallottola al terzo giorno di quella che fu una vera e propria battaglia tra la polizia e gli abitanti del quartiere ben presto supportati dai militanti dell’antagonismo romano.
Ed è successo una settimana fa, quando 250 famiglie sono state sorprese all’alba da un’operazione massiccia delle forze di polizia, che le ha portate via a forza dal Regina Elena occupato, da quella che per due anni è stata la loro legittima abitazione. Come motivazione un fantomatico riutilizzo dei locali da parte dell’università, come dichiarato dal rettore Frati, anche se gli oltre cento milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio per la riqualificazione della struttura sono spariti nel nulla, e la struttura stessa è stata lasciata per anni in stato di degrado ed abbandono.
Fabrizio Ceruso e le 250 famiglie del Regina Elena sono legati da un unico filo rosso, un filo rosso di lotte, resistenza ed occupazioni. Un filo rosso che la speculazione di padroni, banchieri e palazzinari non riuscirà mai a spezzare…
Venerdì 11 settembre manifestazione per il diritto all’abitare
Appuntamento alle ore 17.00 a Piazza dell'Esquilino
Ed è successo una settimana fa, quando 250 famiglie sono state sorprese all’alba da un’operazione massiccia delle forze di polizia, che le ha portate via a forza dal Regina Elena occupato, da quella che per due anni è stata la loro legittima abitazione. Come motivazione un fantomatico riutilizzo dei locali da parte dell’università, come dichiarato dal rettore Frati, anche se gli oltre cento milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio per la riqualificazione della struttura sono spariti nel nulla, e la struttura stessa è stata lasciata per anni in stato di degrado ed abbandono.
Fabrizio Ceruso e le 250 famiglie del Regina Elena sono legati da un unico filo rosso, un filo rosso di lotte, resistenza ed occupazioni. Un filo rosso che la speculazione di padroni, banchieri e palazzinari non riuscirà mai a spezzare…
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